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Capire il cheratocono

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La descrizione qui di seguito esposta del disturbo in esame ha il solo scopo di fornire un quadro meramente informativo per il lettore e non è sufficiente né in alcun modo idoneo a sostituire un’adeguata consultazione medica specialistica. Si consiglia al lettore, quindi, di consultare sempre il proprio medico curante e di sottoporsi a una completa visita medica specialistica, sia per la diagnosi del disturbo, sia per ricevere le più idonee e rilevanti indicazioni terapeutiche a trattare e curare la singola casistica.

Che cos'è il cheratocono

Il cheratocono è una malattia progressiva non infiammatoria della cornea, che si assottiglia e si deforma, assumendo una caratteristica forma conica. Di profilo la superficie oculare diventa, quindi, più sporgente

L’incidenza stimata del cheratocono è tra le 50 e le 100 persone ogni 230 mila; l’età a cui la malattia si presenta è molto varia, ma in genere esordisce clinicamente tra i 20 e i 30 anni. La sua velocità di progressione è legata all'età d’insorgenza: se si presenta precocemente ha una progressione molto rapida. Tale progressione tende a rallentare dopo i 30 anni.

Sintomi

I sintomi del cheratocono includono:

  • Visione offuscata
  • Visione ridotta in ambienti poco illuminati o quando si è stanchi
  • Un alone che circonda le fonti di luce intensa
  • Sensibilità alla luce
  • Affaticamento degli occhi

Molti di questi sintomi sono comuni anche ad altre patologie oculistiche: risulta dunque di grande importanza sottoporli ad esami al fine di diagnosticare tempestivamente il cheratocono.

Cause del cheratocono

Al momento, le cause del cheratocono sono incerte, ma il fatto che esso si manifesti con più frequenza nei pazienti di etnia asiatica lascia pensare che abbia origine genetica. Alcune ricerche scientifiche dimostrano che solo il 10% delle famiglie manifesta più di un caso di cheratocono.

Sono state inoltre formulate ipotesi su determinati fattori ambientali che possono aumentare l’insorgenza della patologia, tra cui lo sfregamento vigoroso degli occhi. Molti pazienti che soffrono di cheratocono sono anche affetti da allergie come la febbre da fieno, asma o eczema, situazioni che incrementano il bisogno di strofinarsi gli occhi. Queste teorie scientifiche non sono ancora stata confutate, ma in via precauzionale i medici consigliano di evitare lo sfregamento degli occhi a tutti i pazienti affetti da cheratocono (o che sospettano di esserlo).

Come funziona l’occhio: le basi

Ci sono quattro componenti principali che partecipano al corretto funzionamento dell’occhio:

Cornea e il cristallino, posizionati nella parte frontale dell’occhio, hanno il compito di concentrare la luce che arriva dall'esterno verso la retina. La retina, posizionata sul fondo dell’occhio, è uno strato di tessuto sensibile a luce e colore, il cui scopo è convertire tali impulsi in segnali elettrici da inviare al cervello. Il nervo ottico, infine, trasmette i segnali elettrici dalla retina al cervello, il quale dovrà interpretarle e dar loro un senso.

La cornea

La cornea è una membrana trasparente situata nella parte anteriore dell’occhio. Insieme al cristallino, essa incanala la luce, divenendo una dei maggiori responsabili della messa a fuoco dell’occhio. È formata da più strati ed è una delle membrane più sensibili del corpo, essendo densamente popolata da fibre nervose.

Il paziente affetto da cheratocono subisce un cambiamento della forma della cornea, la quale diviene più sottile e distorce le immagini che le vengono proiettate sopra. Data l’importanza cruciale della cornea, questa patologia può avere un grosso impatto sulla qualità della vista.

Come si valuta il cheratocono?

Il cheratocono è una malattia molto difficile da diagnosticare, in parte poiché molto rara e in parte poiché i sintomi che presenta risultano simili a quelli di altre patologie oculistiche più diffuse. Se i sintomi corrispondono a quelli descritti nella prima sezione del testo – vista offuscata, aloni e fotosensibilità – sarebbe opportuno sottoporsi ai dovuti esami oculistici in maniera da escludere il cheratocono e ottenere una diagnosi sicura.

Il medico esperto osserverà i sintomi e confermerà la diagnosi attraverso due diversi tipi di esame:

  • Esame della lampada a fessura - una combinazione di luce direzionata e un microscopio che permette all’optometrista di esaminare la parte frontale dell’occhio per individuare eventuali danni, come l’assottigliamento della cornea o cicatrici.
  • Cheratometria e topografia corneale – due diversi esami indicati per misurare la curvatura della cornea in cerca di possibili assottigliamenti.

Test oculistici

Salvo segnalazione del medico specializzato, gli adulti dovrebbero sottoporsi a test oculistici almeno una volta ogni due anni. Gli esami di routine prevedono un controllo della vista e della salute degli occhi e non richiedono più di 20-30 minuti.

L’optometrista si informerà sulla storia clinica e i potenziali sintomi del paziente, e da quanto tempo questi si manifestano. Verrà inoltre svolta un’indagine sullo stile di vita, la salute ed eventuali prescrizioni farmacologiche in corso.

Il medico eseguirà degli esami per verificare la qualità della vista da lontano, a media distanza e da vicino. Verrà inoltre misurata l’acuità visiva tramite una tabella di Snellen, su cui le lettere sono scritte progressivamente più in piccolo. I pazienti che portano già lenti correttive potrebbero doverle indossare per sottoporsi ad alcuni degli esami.

Come si cura il cheratocono?

Esistono diversi trattamenti per il cheratocono che vengono consigliati in base allo stadio d’avanzamento della patologia. Nessuno di questi può però guarire completamente il cheratocono, operando invece per ridurne i sintomi. Nei casi più estremi può anche essere richiesto un intervento chirurgico.

  • Occhiali/lenti a contatto: inizialmente adoperati per curare l’astigmatismo o la miopia provocati dal cheratocono in stadio iniziale, quando i danni sono ancora limitati.
  • Lenti a contatto rigide gas permeabili (RGP): queste lenti creano uno strato rigido sul cristallino che plasma la forma della cornea affetta da cheratocono.
  • Anelli intrastomali INTACS: piccoli anelli di plastica che vengono inseriti in più strati della cornea, plasmando la cornea a una curvatura più corretta.
  • Cross-Linking corneale (CXL): si tratta di una procedura relativamente nuova con lo scopo di aumentare la rigidità della cornea. Aiuta a ridurre il deterioramento della membrana corneale, ma può essere effettuata solo quando la cornea non è già troppo sottile.
  • Trapianto corneale: in alcuni casi, il cheratocono è abbastanza grave da rendere inutili gli occhiali e le lenti a contatto. Un chirurgo seleziona il donatore, e il paziente riceverà una nuova cornea. Il recupero richiede circa 1-2 mesi e, secondo il National Keratoconus Foundation, la percentuale di successo dell’intervento è del 95% quando questo viene effettuato su un occhio non affetto da altre patologie.