Difetti visivi 8 minuti minuti per la lettura

Capire l’occlusione vascolare retinica

Condividi su

La descrizione qui di seguito esposta del disturbo in esame ha il solo scopo di fornire un quadro meramente informativo per il lettore e non è sufficiente né in alcun modo idoneo a sostituire un’adeguata consultazione medica specialistica. Si consiglia al lettore, quindi, di consultare sempre il proprio medico curante e di sottoporsi a una completa visita medica specialistica, sia per la diagnosi del disturbo, sia per ricevere le più idonee e rilevanti indicazioni terapeutiche a trattare e curare la singola casistica.

L’occlusione vascolare retinica, conosciuta anche come occlusione venosa, si verifica quando il sangue delle vene retiniche viene interrotto o fermato. La retina è una membrana di cellule collocata sulla parte posteriore dell’occhio che è sensibile alla luce, e converte gli impulsi di luce e colori in segnali elettrici che vengono poi inviati al cervello. Se il flusso sanguigno della retina è interrotto, possono verificarsi fuoriuscite o gonfiori che compromettono l’utilizzo dell’occhio. Si manifesta raramente nei pazienti sotto i 60 anni ed è più frequente negli stadi avanzati della vita.

Esistono due tipologie principali di occlusione vascolare retinica – OVBR e OVCR. L’occlusione venosa retinica di branca (OVBR) si verifica quando uno dei rami della vena centrale retinica è occluso. L’occlusione venosa centrale retinica (OVCR) è l’occlusione della vena retinica nella sua porzione centrale (quella che collega le quattro branche).

Sintomi dell’occlusione vascolare retinica

L’occlusione vascolare retinica è in genere asintomatica, e le ostruzioni più piccole potrebbero non presentare conseguenze. Tra i sintomi sono inclusi:

  • Vista offuscata
  • Punti ciechi nella visuale
  • Peggioramento della vista
  • Totale perdita della vista

Cause dell’occlusione vascolare retinica

L’occlusione vascolare retinica è causata da coaguli di sangue che si formano in una vena retinica di branca o nel segmento centrale. Esistono una serie di fattori che possono incrementare il rischio di formazione di coaguli di sangue, tra cui:

  • Fumo, che ispessisce il sangue e aumenta l’insorgenza dei coaguli
  • Pressione alta
  • Colesterolo
  • Diabete
  • Glaucoma, che alza la pressione intraoculare
  • Problemi del sangue, rari ma altamente disfunzionali

Apportare i cambiamenti necessari a modificare le condizioni qui sopra menzionate, quando possibile, può ridurre l’insorgenza di coaguli di sangue e altre complicazioni.

Complicazioni dell’occlusione vascolare retinica

Le complicazioni dell’occlusione vascolare retinica possono essere molto gravi e portare a un peggioramento ulteriore della vista.

  • Edema maculare - La macula è la parte centrale della retina. L’edema si verifica quando la macula si gonfia a seguito di un accumulo di fluido, causando problemi di vista
  • Neovascolarizzazione - Quando dei nuovi vasi sanguigni si formano nella retina e il fluido al loro interno non scorre adeguatamente, si incorre nel rischio di un aumento della pressione intraoculare che provoca diversi problemi oculistici
  • Distacco della retina - La retina si stacca dai vasi sanguigni che le forniscono il nutrimento essenziale a causa di accumuli di fluido o formazioni vascolari anomale.

Le complicazioni non si verificano in ogni caso di occlusione retinica, ma possono gravemente compromettere la qualità della vista. È dunque importante tenere sotto controllo eventuali sintomi prima che possano peggiorare.

Come funziona l’occhio: le basi

Ci sono quattro componenti principali che consentono un corretto funzionamento dell’occhio:

  • Nella parte frontale dell’occhio, cornea e il cristallino concentrano la luce che arriva dall'esterno verso la retina.
  • Sul fondo dell’occhio, la retina converte gli impulsi in segnali elettrici.
  • Il nervo ottico trasmette i segnali elettrici dalla retina al cervello affinché quest’ultimo li interpreti. Ciò rende possibile la comprensione delle informazioni su luci e colori ricevute dall'occhio.

Come funziona l’occhio: la retina

La retina è una membrana sensibile alla luce situata sul fondo dell’occhio. Il sangue la raggiunge attraverso l’arteria retinica e viene portato via dalla vena retinica corrispondente. Entrambi questi vasi possono soffrire della presenza di coaguli di sangue o ispessimento delle pareti vascolari.

Essa opera convertendo i raggi luminosi in impulsi elettrici che vengono spediti al cervello tramite il nervo ottico. I fotorecettori collocati nella retina sono responsabili del discernimento dei colori e delle sfumature chiare e scure.

Al centro della retina c’è la fovea, una piccola depressione popolata dai coni (un tipo di fotorecettore) responsabile dei processi che permettono una visione dettagliata di ciò che circonda la persona, permettendole di guidare o leggere.

Come si valuta l’occlusione vascolare retinica?

La valutazione iniziale dell’occlusione vascolare retinica prevede l’uso di test oculistici di routine, i quali sono in grado di determinare una varietà di patologie.

  • Test di acuità visiva - Al paziente verrà chiesto di leggere lettere scritte progressivamente più in piccolo, così che il medico possa verificare l’acutezza della sua capacità visiva
  • Esame della lampada a fessura - Un test per il quale un fascio di luce viene proiettato nell'occhio, così da illuminare la parte frontale che potrà essere ispezionata con un microscopio
  • Esame della refrazione - Il medico chiederà al paziente di osservare una serie di tavole attraverso delle lenti di potenza diversa.

Inoltre, il medico può decidere di effettuare test più approfonditi, tra cui:

  • Fluorangiografia - Un test che si effettua con il liquido di contrasto a base di fluoresceina, il quale viene immesso nei vasi sanguigni. Verranno poi scattate delle foto della retina, ben illuminata, così da evidenziare lo stato della vascolarizzazione locale
  • Tomografia ottica a radiazione coerente – L’OCT è un esame non invasivo che sfrutta la luce per catture immagini ad alta definizione delle varie sezioni della retina. Viene usato per misurare il gonfiore della retina e determinare il tipo di cura da intraprendere
  • Tonometria - Un test che permette di determinare la pressione intraoculare. La pressione intraoculare alta può portare al glaucoma.

Potrebbe inoltre essere richiesto un prelievo di sangue al fine di determinare la presenza di diabete, colesterolo alto o problemi di coagulazione del sangue.

Se il medico dovesse riscontrare un blocco o un’ostruzione, è opportuno monitorare il suo progresso nel corso dei mesi seguenti, così da intervenire tempestivamente nel caso dovessero insorgere delle complicazioni.

Come si cura l’occlusione vascolare retinica?

L’obiettivo principale delle cure per l’occlusione vascolare retinica è quello di impedire all'ostruzione di provocare danni anche all’altro occhio, quando non è già troppo tardi. Attualmente non esistono infatti trattamenti che possano che possano rimuovere l’ostruzione. Quando il blocco è molto grave, dunque, il recupero della vista nell'occhio risulta improbabile.

I casi meno gravi di occlusione vascolare possono provocare, in alcune situazioni, lievi peggioramenti della vista in base alla gravità dell’ostruzione. Se la vena centrale retinica è bloccata, è più probabile che i danni siano permanenti.

Trattamenti per i rischi dell’occlusione vascolare retinica

Esistono una serie di trattamenti che possono essere seguiti per prevenire la formazione di occlusioni vascolari. Molti di questi producono benefici non solo per gli occhi, ma anche per tutto il resto dell’organismo.

  • Trattamenti per ridurre la pressione alta. Perdita di peso, miglioramenti alla dieta e consumo moderato di sale, alcol e caffeina aiuteranno a ridurre i problemi legati alla pressione alta. Potrebbero inoltre essere richiesti dei farmaci specifici per abbassarla ulteriormente.
  • Terapie per il glaucoma, tra cui colliri, chirurgia laser o procedure chirurgiche tradizionali.
  • Gestione del diabete. Mantenere un controllo ferreo sui livelli glicemici attraverso dieta, farmaci o entrambe le cose.
  • Smettere di fumare. Il paziente che desidera smettere di fumare può farsi consigliare dal medico di base o dal farmacista alcune tecniche i prodotti specifici.
  • Trattamenti per curare malattie del sangue.
  • Abbassare i livelli di colesterolo perdendo peso, facendo attività fisica, smettendo di fumare e avvalendosi, in caso, di farmaci come le statine.

Senza un corretto trattamento, le possibilità di ricaduta sono alte. Tenendo sotto controllo i fattori scatenanti è possibile ridurre il rischio di occlusione vascolare retinica e prevenire così ulteriori patologie.

Trattamento delle complicazioni

Le complicanze provocate da un’occlusione vascolare retinica dovranno essere curate separatamente. Tra esse ricordiamo l’edema maculare e la neovascolarizzazione.

L’edema maculare è un’affezione dell’occhio che colpisce la macula, ovvero l’area al centro della retina, causando gonfiore e fuoriuscita di sangue dai vasi sanguigni. Può essere trattato con dei farmaci da iniettare nell'occhio o mediante procedura laser. In alcuni casi, vengono utilizzate entrambe le terapie.

  • Farmaci anti-VEGF: conosciuti anche come farmaci che riducono il fattore di crescita vascolare endoteliale aiutano a ridurre il gonfiore nell'occhio. Devono essere somministrati con regolarità per 1-2 anni, all'inizio ogni 2 mesi e poi con meno frequenza.
  • Steroidi: solitamente iniettati 4-5 volte nel corso di un trattamento della durata di un paio d’anni.
  • Chirurgia laser: il trattamento a griglia viene solitamente utilizzato per rimarginare i vasi sanguigni che hanno prodotto fuoriuscite.

I farmaci anti-VEGF e gli steroidi possono migliorare la vista. Circa il 55% dei pazienti che si sono sottoposti a questi trattamenti hanno riscontrato miglioramenti notevoli. Circa un quarto dei pazienti non trae nessun beneficio da queste iniezioni.

La neovascolarizzazione si verifica quando vasi sanguigni anomali si formano sulla superficie della retina o sulla parte frontale dell’occhio. Circa il 20-30% delle persone che soffrono di occlusione vascolare retinica manifestano fenomeni di neovascolarizzazione. La chirurgia laser fornisce risultati soddisfacenti e previene lo sviluppo di nuovi vasi sanguigni attraverso una procedura chiamata fotocoagulazione panretinica. Questa procedura non migliora la vista quando essa ha già subito un deterioramento, ma può essere molto utile nei casi di occlusione retinica nello stadio iniziale.

I pazienti che soffrono di occlusione venosa centrale retinica devono sottoporsi a controlli frequenti – ogni 1-2 mesi – per assicurarsi che non insorgano tutte le complicazioni menzionate nei paragrafi precedenti. I pazienti affetti da occlusione venosa retinica di branca potranno invece sottoporsi a controlli meno serrati, poiché il rischio di perdita della vista è assai meno elevato.