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Capire la cataratta

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La cataratta è una patologia che provoca una perdita di trasparenza del cristallino, il quale diventa offuscato e provoca una diminuzione della vista.

Si tratta di una patologia piuttosto comune nel mondo, ed è considerata la causa di metà dei casi cecità e un terzo degli ipovedenti (secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, OMS). La cataratta è diffusa in tutto il globo, poiché è una conseguenza del processo di invecchiamento. Nel Regno Unito, la maggioranza delle persone sopra i 65 anni ne è affetta.

La chirurgia della cataratta è uno degli interventi più diffusi nel Regno Unito. Si tratta di un’operazione di prassi, relativamente semplice. La ragione per cui così tante persone al mondo soffrono di cataratta non dipende dalla gravità della condizione: spesso, infatti, è una questione di mancanza d’accesso ai servizi sanitari di chirurgia.

La cataratta può manifestarsi anche in seguito a traumi, esposizione a radiazioni o per predisposizione genetica. Può svilupparsi anche nei bambini, sebbene si tratti di un’occorrenza molto rara, che affligge solo 3-4 bambini ogni 10 mila.

Sintomi della cataratta

La cataratta si sviluppa gradualmente nel corso degli anni e, talvolta, può passare inosservata proprio perché la vista si deteriora molto lentamente. Sebbene non sia una patologia dolorosa, può condizionare la salute dell’occhio (e della vita) in modo anche molto grave. A volte, uno degli occhi ne è affetto in maniera più significativa dell’altro.

Ecco alcuni sintomi di questa patologia:

  • Visione appannata o offuscata
  • Colori sbiaditi
  • Aloni intorno alle luci
  • Diplopia
  • Cambi frequenti nella prescrizione dell’occhiale/lente a contatto
  • Problemi a vedere di notte

Nei bambini, la cataratta risulta più difficile da diagnosticare proprio perché per loro natura fanno più fatica a individuare il problema e comunicarlo. I sintomi includono un’area grigiastra o bianca all’interno dell’occhio, invisibile senza la strumentazione oculistica.

I bambini possono sviluppare forme di strabismo dovute alla presenza di cataratte. Questo disturbo oculistico è però piuttosto frequente anche nelle persone che soffrono di problemi di coordinazione degli occhi.

Cause delle cataratte

L’invecchiamento è una delle prime cause della cataratta. Col tempo, le proteine del cristallino si degradano e lo rendono opaco e offuscato, quando di norma è perfettamente trasparente al fine di permettere il passaggio della luce. Pur trattandosi di un processo inevitabile che fa parte dell’invecchiamento, sono stati individuati diversi fattori che possono aumentare l’insorgenza della cataratta:

  • Predisposizione genetica. Se in famiglia ci sono stati episodi di cataratta, il rischio è più alto.
  • Corticosteroidi. Assumere elevate quantità di corticosteroidi per lunghi periodi di tempo può aumentare il rischio di sviluppare la cataratta.
  • Ferite all’occhio o patologie. Un trauma oculare può causare l’infiammazione del cristallino, che diventa opaco. Può essere una delle complicanze della chirurgia oculistica. Altre patologie, come l’uveite – infiammazione nella parte centrale dell’occhio – possono aumentare l’insorgenza di cataratta.
  • Lo stile di vita può diventare una delle concause dello sviluppo di questo disturbo. Un consumo eccessivo di alcool, una dieta povera di nutrienti o eccessiva esposizione al sole, oltre che il fumo, sono fattori che possono aumentare il rischio di cataratta.

Come funziona l’occhio: le basi

Ci sono quattro componenti principali che coadiuvano il funzionamento dell’occhio:

La cornea e il cristallino sono posizionati nella parte frontale dell’occhio per concentrare la luce che arriva dall’esterno.

La retina si trova sul fondo dell’occhio, ed è uno strato di tessuto sensibile a luci e colori, con il compito di convertire gli impulsi in segnali elettrici.

Il nervo ottico trasmette i segnali elettrici dalla retina al cervello affinché quest’ultimo li interpreti. Ciò rende possibile la comprensione delle informazioni su luci e colori ricevute dall’occhio.

Il cristallino

Il cristallino è un organo che riflette la luce esterna e la proietta all’interno dell’occhio, sulla retina, rendendo possibile una visione nitida. Il cristallino modifica la sua forma in maniera da riuscire a mettere a fuoco oggetti che si trovano a distanze differenti. Se l’oggetto è distante, il cristallino si appiattisce, mentre se l’oggetto è vicino il cristallino si curva.

Il cristallino è circondato dal muscolo ciliare il quale, contraendosi o rilassandosi, lo aiuta a prendere la forma necessaria per mettere a fuoco gli oggetti. Più l’età avanza, più la capacità del cristallino di cambiare forma si deteriora, rendendo più lenta (e difficoltosa) la messa a fuoco degli oggetti più vicini. Questo fenomeno rientra negli errori refrattivi e prende il nome di presbiopia. La presbiopia può essere corretta con occhiali da lettura o lenti a contatto.

Nei pazienti affetti da cataratta, il cristallino è offuscato e non più trasparente, così che la luce non riesce a entrare in maniera efficace nell’occhio. Le proteine degradate del cristallino si agglomerano e si espandono col tempo, creando annebbiamento della vista.

Diagnosi della cataratta

Gli esami oculistici impiegati per diagnosticare la cataratta sono molto diffusi e, spesso, vengono impiegati anche per lo screening di routine. Se effettui regolarmente gli esami di controllo, sarà più facile per l’oftalmologo individuare precocemente la formazione di una cataratta.

Tra gli esami più diffusi, ci sono:

  • Test di acutezza visiva. Viene usata una tabella speciale con righe scritte a caratteri progressivamente più piccoli. Più il paziente riesce a leggere, migliore è la sua vista. Questo test può determinare lo stadio d’avanzamento di una cataratta.

 

  • Test della lampada a fessura. Mediante l’utilizzo di una potente lampada – un biomicroscopio – il medico sarà in grado di illuminare l’interno dell’occhio, verificando così la presenza di danni o cambiamenti. Un microscopio speciale viene utilizzato per esaminare ogni sezione dell’occhio frontale, così che l’oftalmologo possa rivelare anche le anomalie più piccole.

 

  • Esame della retina. L’oftalmoscopia permette di esaminare il fondo dell’occhio. Questo strumento consente al dottore di visionare la retina e tutti gli altri componenti essenziali alla vista. Potrebbe rivelarsi necessario l’uso di prodotti che dilatano le pupille, come per esempio un collirio specifico che causa offuscamento della vista per diverse ore anche dopo l’esame.

Se le cataratte non costituiscono un problema grave per la vista di un paziente, il medico può decidere di consigliare, in fase iniziale, trattamenti alternativi alla chirurgia. Sarà lui a indicare tutte le opzioni possibili da adottare, decidendo in base a quanto la cataratta sta compromettendo la vista, la qualità della vita e, ultima ma non per importanza, la salute psicofisica del suo paziente.

Cura della cataratta

Negli adulti che soffrono di cataratta provocata dall’invecchiamento, il deterioramento della vista è molto graduale. Questo significa che i primi stadi di visione offuscata non dovrebbero compromettere eccessivamente le attività quotidiane. Spesso, è infatti sufficiente compensare questa piccola mancanza con l’uso di luci intense o occhiali specifici. Via via che la condizione peggiora, però, la cataratta può causare gravi impedimenti alle attività di tutti i giorni come leggere e guidare. A questo punto, l’unica cura possibile è la chirurgia.

Generalmente, i bambini affetti da cataratte non sono soggetti a gravi deficit visivi. Tuttavia, se dovessero esserci, anche i più piccoli possono essere sottoposti a chirurgia e indossare occhiali o lenti a contatto per migliorare la vista.

Chirurgia della cataratta

Prima dell’intervento, il chirurgo si assicurerà del tuo stato di salute, delle condizioni dei tuoi occhi (per esempio, verificherà la presenza di altre malattie che possono dare complicazioni) e della gravità della cataratta. Verranno inoltre effettuate le dovute misurazioni per stabilire la curvatura della cornea, la dimensione e la forma degli occhi. Queste operazioni servono per determinare la potenza della lente artificiale che andrà a sostituire il cristallino affetto da cataratta.

Se necessiti di chirurgia della cataratta in entrambi gli occhi, i due interventi verranno effettuati separatamente, a distanza di qualche mese l’uno dall’altro, in maniera da permettere la completa guarigione del primo.

L’intervento chirurgico dura meno di un’ora e viene effettuato, di regola, in anestesia locale, dove solo gli occhi vengono sedati e si rimane svegli per tutta la durata dell’intervento. Ai bambini verrà invece somministrata un’anestesia generale.

La procedura più diffusa per operare le cataratte prende il nome di facoemulsificazione e include una serie di attività oltre che l’uso di ultrasuoni che fratturano il cristallino:

  • L’occhio viene sottoposto ad anestesia, somministrata tramite iniezione o collirio.
  • Vengono praticate delle incisioni alla cornea, in maniera da permettere il passaggio degli strumenti chirurgici.
  • Una sonda viene inserita nell’occhio: essa produce ultrasuoni che frantumano il cristallino affetto da cataratta in tanti piccoli pezzi.
  • Questi “piccoli pezzi” vengono emulsionati e il liquido viene aspirato fuori. La parte esterna della cataratta viene rimossa.
  • Viene inserito un cristallino artificiale in plastica, iniettato attraverso le incisioni della cornea e collocato dove si trovava quello originale.

Il cristallino artificiale che sostituisce quello originale prende il nome di lente intraoculare (IOL). Esso funziona in maniera simile al cristallino naturale: concentra la luce esterna proiettandola sulla retina, e da lì viene trasmessa al cervello sotto forma di impulso elettrico. Il cristallino è piccolo, flessibile e può curvarsi: viene di solito realizzato in acrilico o silicone e costruito su misura, proprio come lenti a contatto e occhiali, per soddisfare la specifica prescrizione del paziente.

Esistono tre tipologie di lente intraoculare (IOL) al momento disponibili:

  • Lente intraoculare monofocale – Specificamente installata per la corretta visione a una determinata distanza. È la lente intraoculare più diffusa. Di regola, queste lenti permettono la visione a distanza, ma richiedono l’uso degli occhiali per la messa a fuoco da vicino.
  • Lente intraoculare multifocale – Pensata per mettere a fuoco gli oggetti su varie distanze e consentire al paziente una visione corretta sia da lontano che da vicino.
  • Lente intraoculare accomodativa – Simili alle lenti multifocali, sfruttano un meccanismo chiamato “accomodazione” per migliorare la visione sulla breve distanza.

Le lenti monofocali vengono utilizzate per gli interventi standard ospedalieri, mentre lenti multifocali o accomodative potrebbero dover essere acquistate privatamente.

Prognosi per la cura della cataratta

La chirurgia della cataratta viene realizzata in regime di day hospital, così che il paziente possa tornare a casa immediatamente dopo l’operazione. I tempi di recupero sono, in genere, piuttosto brevi. L’occhio dovrebbe riacquisire sensibilità già dopo poche ore dall’operazione: ci vorranno invece alcune settimane perché la vista ritorni del tutto.

Per i primi giorni dopo l’operazione, è importante evitare attività faticose come lavoro e sport, rimanendo invece a riposo. Il paziente dovrebbe comunque essere in grado di leggere o guardare la TV, ma questo dipende anche dai tempi di recupero individuali. Se sei in attesa che anche il secondo occhio venga operato, in questo periodo potresti sperimentare limitazioni nelle attività di ogni giorno. Potresti inoltre avvertire alcuni effetti collaterali leggeri come mal di testa, fastidio agli occhi o vista offuscata. Qualora dovessero manifestarsi problemi più gravi, come perdita della vista o dolori acuti agli occhi, contatta immediatamente l’ospedale.

Le complicazioni legate all’intervento di rimozione della cataratta includono:

  • Visione offuscata. Si tratta di una delle complicanze più diffuse dell’intervento e colpisce 1 paziente su 10. Si verifica quando la parte dell’occhio dove poggia la lente s’infiamma, rendendo opaco il cristallino. Può essere curata attraverso un’operazione di chirurgia laser con ampio margine di successo.
  • Strappi o ferite della capsula del cristallino dove viene collocata la lente intraoculare.
  • Rimozione parziale della cataratta.
  • Infiammazione o gonfiore della retina.
  • Tra le complicazioni più rare, c’è il distacco della retina e l’infezione dell’occhio.

La maggior parte delle persone che si sottopongono a chirurgia della cataratta sono costrette, in seguito, a indossare gli occhiali. Questo è dovuto al fatto che l’operazione prevede l’impianto di lenti intraoculari monofocali che permettono di mettere a fuoco gli oggetti solo a una certa distanza. Di solito, però, le persone che hanno raggiunto l’età in cui si manifesta la cataratta hanno comunque esigenza di usare degli occhiali da lettura.

L’uso di lenti multifocali o accomodative può ridurre la necessità dell’occhiale, ma queste lenti non sono sempre disponibili nella sanità pubblica.